Luca Gatta
Luca Gatta esordisce giovanissimo come aiuto regista e formatore di attori presso il Teatro d’Europa (Avellino), cooperativa teatrale che ha contribuito a fondare nel 1997, realizza nel 1999 la sua prima regia Don Gonzalo (tratto da La cognizione del dolore di Gadda).
Si laurea nel 2005 presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II” in Lettere moderne con una tesi sull’Odin Teatret, dopo una ricerca condotta a stretto contatto con il gruppo danese.
Negli anni dell’Università si occupa di: antropologia teatrale, psicologia trans-personale, Gestalt, drammaturgia, e conduce una sua personale ricerca su Artaud, da cui nasce un seminario da lui diretto all’interno del corso di Storia del teatro moderno e contemporaneo del prof. Ettore Massarese. Studia inoltre chitarra jazz con Pietro Condorelli, Tomaso Lama ed altri maestri; prende parte a seminari di Nuoro jazz nel 2001, incontrando vari artisti della scena internazionale, tra cui Paolo Fresu e Butch Morris. Partecipa alla VIII sessione dell’Università del Teatro Eurasiano, diretta da Eugenio Barba, nonché alla XIV sessione dell’ISTA (International School of Theatre Antropology) di Wroclaw. Nel 2004 studia regia cinematografica e direzione della fotografia presso l’Accademia Rosebud di Roma, inizia lo studio del Tai Chi presso il Centro Studi Discipline Orientali di Montelupo Fiorentino (FI), che prosegue tuttora. Nel 2005 scrive e dirige lo spettacolo Café Safiya, tratto da “La terra desolata” di T.S. Eliot e dall’opera di Bernard-Marie Koltés; studia chitarra classica con Antonello Paliotti. Nel 2006 ha curato sceneggiatura e regia del documentario “Hirpinia”, in cui ha inserito estratti dal suo ultimo spettacolo.
Dal 2006 studia Qi Cong terapeutico presso il Centro Studi Discipline Orientali.
Nel 2007 si dedica alla regia ed all’insegnamento nell’ambito dell’audiovisivo, tornando al teatro nel 2008 con La nascita di Alboury, dimostrazione di lavoro.
Nel 2008 studia drammaturgia musicale con Francesca Della Monica e cura la regia di Le Disgrazie di Flavio, spettacolo di commedia dell’arte nato nell’ambito del progetto europeo Skenè. Attualmente si dedica alla nuova versione da palco de Le Disgrazie di Flavio, e ai nuovi spettacoli di Baal Teatro Come un giardino di pietre e Don Quijote.
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